Dopo lo scandalo di “Mafia Capitale” anche in Umbria si scopre che opera la ‘ndrangheta (organizzazione criminale sviluppatasi nella provincia di Reggio Calabria, dove è fortemente radicata, anche se il potere mafioso è in forte espansione nelle province di Vibo Valentia, Catanzaro, Crotone eCosenza. Al 2013, la ’ndrangheta è considerata tra le più pericoloseorganizzazioni criminali del mondo con un fatturato che si aggira intorno ai 53 miliardi di euro, con numerose ramificazioni all’estero, dal Canada all’Australia e nei paesi europei meta dell’emigrazione calabrese).

E’ notizia di pochi giorni fa, infatti, l’arresto di 61 persone ed il sequestro di beni per 30 milioni di euro. I reati contestati dalla procura antimafia vanno dall’associazione di tipo mafioso all’estorsione, usura, bancarotta fraudolenta, truffa, trasferimento fraudolento di valori, fino al traffico di stupefacenti e lo sfruttamento della prostituzione. Si tratterebbe di “un’autonoma associazione composta da soggetti residenti in Umbria da oltre un decennio” che “operano autonomamente ed in via esclusiva in Umbria, conservando sempre un ‘basso profilo’ criminale, al fine di non attirare sull’organizzazione l’attenzione delle forze dell’ordine in un territorio, quale quello umbro, a torto ancora ritenuto da taluni ‘isola felice‘ ed invece in via di progressiva ‘mafizzazione‘”. “La retata dei carabinieri del Ros, denominata “Quarto passo” dalla procura distrettuale antimafia di Perugia, scardina una presunta “filiale” del clan di Cirò e Cirò Marina, paesi di origine calabrese delle persone finite in manette. Il gruppo umbro ruota attorno a un paio di soggetti. Si vantavano di conoscere i capi delle ndrine di Cirò, facevano capire alle vittime che chi non si allineava alle loro richieste avrebbe fatto una brutta fine, “perché in Calabria è consuetudine murarli nelle gettate di cemento”.

Già nel 2010 secondo il rapporto dei servizi di sicurezza, l’Umbria si collocava al quinto posto per la presenza di clan e gruppi mafiosi e camorristici, incentivata anche dalla detenzione nelle carceri umbre.

Per chi abbia memoria risale all’estate del 2013 la polemica tra il deputato PD Giulietti e la parlamentare pentastellata Tiziana Ciprini accusata di essere stata eletta inconsapevolmente in Umbria e di vivere in “un mondo tutto suo” dopo che ella aveva denunciato in Parlamento che l’Umbria fosse in mano alle mafie ed al narcotraffico. Purtroppo per noi aveva ragione la Ciprini.

Il film ” La Trattativa” di Sabina Guzzanti, mette in scena con semplicità e chiarezza, basandosi sulle sentenze e le deposizioni dei pentiti e dei testimoni, il groviglio di interessi che legò e che purtroppo ancora lega, le nostre istituzioni alle associazioni mafiose, e lobbistico imprenditoriali. Non è un segreto che lo stesso film sia volutamente boicottato, poco pubblicizzato e per niente diffuso. La stessa Guzzanti, dal suo blog, ha scritto che gli sono stati negati anche i miseri finanziamenti che vengono elargiti sempre, anche ai “cinepanettoni” di natale, e che, né Fabio Fazio né nessun altro programma televisivo ha voluto (potuto) ospitarla, per la promozione del Film.

Aldilà dell’ideologia politica che ognuno di noi può avere, tutti i cittadini dovrebbero sapere cosa è successo durante il periodo delle stragi di mafia e quello che succede oggi nel nostro paese, anche in virtù di ciò che sostenevano i giudici Falcone e Borsellino.

Considerato che ancora oggi arrivano minacce di morte da parte di Cosa Nostra indirizzate al P.M. Nino Di Matteo, titolare dell’indagine sui rapporti Stato­-Mafia e, per questo, sempre più isolato e accerchiato, è ora che la società civile si schieri al suo fianco.

Sabina Guzzanti dal suo blog e dalla sua pagina Facebook offre la possibilità di proiettare il film nelle scuole semplicemente contattandola al seguente indirizzo email: staffsabinaguzzanti@gmail.com.

Il tutto è senza dubbio utile per maturare quegli anticorpi necessari al contrasto dei fenomeni di tipo mafioso, per promuovere la cultura della legalità democratica e dell’antimafia come elemento fondamentale per la crescita sociale, civile, economica.